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In cammino. Per benessere, per scoprire il patrimonio ambientale e culturale, per condividere e per promuovere il dialogo e la pace.

Nel nostro Paese esiste un patrimonio immenso di spiritualità e di paesaggi culturali che costituisce una vera e propria riserva di valore ancora spesso del tutto trascurata. A fianco dello straordinario patrimonio di beni culturali e archeologici, che rendono l’Italia la meta più desiderata al mondo, vi è un altrettanto eccezionale heritage religioso e spirituale che appare in grado di rispondere alle nuove più sofisticate ed esigenti domande di viaggio, basate sull’autenticità e sull’esperienza.

In particolare, gli elementi fondativi del camminare sono l’“altro da sé” di chi, pur in condizioni non estreme e di civiltà tuttalpiù scomoda, affronta “situazioni completamente nuove”, che non richiedono atti di eroismo ma un certo spirito di adattamento, da un letto scomodo a una vescica dolorosa. Vi è poi il grande tema della “condivisione”, da non confondersi con quella dei social media ma da interpretare come il rischio – presente in ognuno – di non saper offrire la propria “spiritualità ritrosa” che non si apre facilmente all’altro e anzi si rifugia in un comportamento diffidente e solitario che rifiuta il dialogo.

 
Secondo la tradizione, nella prima metà del IX secolo, il Vescovo galizia­no d’Iria Flavia, Teodomiro e il Re delle Asturie, Alfonso II detto il Casto, scoprirono in un bosco ai bordi di una vecchia strada romana, la tomba dell’Apostolo Giacomo. Nacque così la meta di Compostela e, con lei, i pellegrinaggi a piedi: il Camino” di Santiago. Un secolo dopo vi arrivò il pri­mo pellegrino europeo conosciuto, il francese Gotescalco, Vescovo di Le Puy.

Nell’anno 990, l’Arcivescovo di Canterbury, Sigerico, compì un pelle­grinaggio verso Roma per ricevere il pallio vescovile dal Papa Giovanni XV e ritornando in patria elencò le tappe del suo viaggio: è la prima testimonianza storica dettagliata della Via Francigena.
Da allora il “Ca­mino” e la via Francigena costituiranno i due più importanti itinerari di pellegrinaggio dell’Occidente cristiano, insieme alle vie per Gerusalemme (Francigena nel Sud, Egnatia, Itinerario Burdigalense, ecc.).

Questa integrazione è l’ispiratrice di “Cammini d’Europa“, soggetto gestore di una Rete europea finalizzata al recupero e alla valorizzazione di itinerari, rotte e cammini storico-culturali che tanto hanno contribuito alla formazione dell’attuale identità europea.
L’Itinerario nella sua identità individuale, soprattutto se connesso a “reti” europee, si conferma infatti un ottimo materiale sul quale elaborare politiche turistiche rispettose delle tradizioni, della cultura e delle radici locali.

Cammini d’Europa è una rete di cooperazione internazionale, nata con il sostegno dell’Unione Europea e indirizzata a sostenere lo sviluppo e la crescita delle regioni e dei territori attraversati dai principali itinerari culturali che attraversano il continente e guardano ad Oriente e al Mediterraneo, promuovendo la Pace e il rispetto dei Diritti universali dell’uomo attraverso percorsi di incontro, confronto, dialogo, conoscenza e rispetto.

 

Cammini d’Europa riunisce – in un partenariato stabile – soggetti pubblici e privati che condividono una visione mirata ad accrescere il sentimento di appartenenza a una comune cultura europea, nella piena valorizzazione delle differenze e delle diversità, tramite connessioni e relazioni che si realizzano lungo itinerari e percorsi di valorizzazione storica, culturale e socioeconomica, con un approccio sempre orientato alla sostenibilità ambientale.

L’agire è ispirato dalla Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa, ovvero dal concetto che la conoscenza e l’uso dell’eredità culturale rientrano fra i diritti dell’individuo a prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità ed a godere delle arti.

Con il Marchio “Cammini d’Europa” sono proposte strategie integrate di promozione del patrimonio culturale, di sviluppo territoriale e rurale, basate su azioni e interventi concreti, rivolti alla promozione internazionale degli itinerari e delle comunità locali attraversate, agevolando la creazione di servizi a valore aggiunto, di reti di informazione e accoglienza, di sostegno delle produzioni tradizionali e di eccellenza.

fmc
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