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Il Capo di Leuca è una terra estrema. Un lembo di terra a sud del sud, giù in fondo al Salento, alla fine della Puglia, punta di confine dell'Italia e dell'Europa che - proprio qui - abbracciano il Mediterraneo.

Sul promontorio di Leuca si erge la Basilica Santuario di Santa Maria “De Finibus Terrae” quasi a portezione di tutto il magnifico territorio che la circonda. Il nome di “Leuca” fu dato dai naviganti Greci che la descrivevano come “Leucos”, la “terra bianca”, piena di luce e rischiarata da un sole che crea dei colori straordinari sul mare e nella macchia fra gli ulivi secolari. I Romani, insediatisi più tardi e a lungo sul territorio, la denominarono “De Finibus Terrae”, per indicare in modo particolare come fosse un territorio situato “ai confini della terra” conosciuta.

Il Santuario affonda le sue radici ai primordi del cristianesimo. Sorge là dove anticamente esisteva un tempio dedicato alla dea Minerva, anche se ogni notizia sulle origini è stata smarrita, a seguito delle varie distruzioni che si succedettero nelle epoche successive. La tradizione vuole che proprio qui sia sbarcato San Pietro, proveniente dall’Oriente per recarsi a Roma. Una tradizione avvalorata da molteplici testimonianze: chiese, lapidi, cappelle votive e croci disseminate lungo i percorsi che da Leuca risalgono la penisola salentina.

L'esperienza immersiva e straordinaria dei Cammini di Leuca


"Verso sud. Camminare, camminare, camminare finché c'è terra...”

A due KM dal Santuario vi è una pietra celebre con il nome di “Erma Antica”, punto d’incontro dei popoli che nel tempo percorsero l’Europa e attraversarono il Mediterraneo: un macigno che emana un silente richiamo ancestrale, un profondo effetto mistico e di aggregazione, che rivive nei passi degli antichi pellegrini che sostavano per deporre un sasso quale peso dei peccati, rivolgere una preghiera all’Arcangelo Michele e una alla Vergine Celeste, per poi proseguire coralmente verso “De Finibus Terrae”.

E’ bello considerare questo luogo il “finisterre” dell’Europa che guarda ad Oriente e, in particolare, verso la Terra Santa: un crocevia millenario di culture, di identità e di tradizioni, oggi rinnovato centro di dialogo interculturale e interreligioso, grazie allo sviluppo di un Parco Culturale Ecclesiale mirato a valorizzare questi immensi patrimoni materiali e immateriali attraverso i “Cammini di Leuca”.

 

Il Parco è ispirato da due grandi fari: uno è il segnale luminoso situato su Punta Meliso, che indica la rotta ai naviganti del Mediterraneo, l'altro è don Tonino Bello: il sacerdote nato qui, ad Alessano, che attraverso la sua testimonianza ancora insegna l'attenzione verso gli ultimi e la convivialità delle differenze.

Così il paradigma dei Cammini di Leuca, non soltanto per ricordare come in fondo la nostra vita sia un pellegrinaggio, un continuo divenire, ma anche per indicare la necessità di individuare percorsi condivisi, in cui la parola "accoglienza" diventi apertura verso l'altro, verso il diverso, l'emarginato e lo straniero, sia esso un viaggiatore alla ricerca di svago o un migrante in cerca di nuove opportunità di vita.

Il faro di Leuca

don Tonino Bello


 

Queste le parole con cui S.E. Mons. Vito Angiuli racconta il Parco Culturale Ecclesiale e tutta la bellezza che lo circonda:

La bellezza naturale e selvaggia del Capo di Leuca!
Una terra tra due mari, quasi un ponte che si protende nel Mediterraneo per raggiungere la sponda opposta annullando le distanze e consentendo l’incontro di popoli e culture; una terra innervata dalle “Serre” che precipitano sul versante adriatico creando una costa dal fascino aspro e selvaggio, mentre degradano lentamente verso il mare Jonio, formando una costa ininterrotta di dune sabbiose.

La bellezza contagiosa e diffusa del Capo di Leuca!
Non solo terra e mare, ma anche centri abitati, allineati nei piani di minore altitudine, formando un reticolo di case. L’uno accanto all’altro, quasi a formare una città diffusa, sembrano appoggiarsi lungo gli scoscesi dirupi per cercare un riparo e la materna protezione della terra, nascondendosi e riparandosi dietro piccole alture ricoperte di alberi e arbusti.

La bellezza creativa e mimetica del Capo di Leuca!
L’arte barocca, in una sorta di frenetica creatività che impegna l’artista a gareggiare con in Creatore, ha cercato di mimare la realtà per ripresentarla nelle volte e negli altari delle Chiese e negli architravi delle case, in forme altrettanto luminose e colorate.

La bellezza sentita e vissuta del Capo di Leuca!
La gente, con antica cultura di popolo sempre pronta a cantare, con timbri e voci diverse, fuse nell’armonia dell’unico coro, la bella canzone che infonde speranza e inneggia alla vita, alla terra, all’amore.

La bellezza antica e trasfigurata del Capo di Leuca!
Dove l’uomo del Sud può mantenere inalterati i ritmi e le tradizioni del passato e, nello stesso tempo, lasciarsi accarezzare dal soffio di un vento che annuncia le nuove possibilità del tempo presente.

La bellezza magica e religiosa del Capo di Leuca!
Dove la Chiesa può amare l’essenziale e, ogni giorno, lasciarsi trasfigurare dall’Amore, coltivando relazioni e proponendo annunci che rendono lieta l’anima e piena di speranza la vita, sulle orme di uno dei suoi figli più belli: il servo di Dio, don Tonino Bello.

IL PARCO CULTURALE ECCLESIALE “TERRE DEL CAPO DI LEUCA” È TUTTO QUESTO!
Una terra da sempre considerata de finibus terrae, un confine che ora sente il brivido di poter diventare ponte, e avverte la chiamata a vivere la sua bellezza come volto rivolto nel Mediterraneo, per additare a tutti coloro che percorrono le sue strade una forma di vita meravigliosa, fatta di incontri, di comunione e di fraternità.

fmc
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