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Domenico “Mimmo” Pinto

Peppe Zullo
Peppe Zullo
6 Maggio 2017
Claudio Grenzi
Claudio Grenzi
7 Maggio 2017
 

Domenico Pinto opera nel cuore dell’antico quartiere delle ceramiche di Grottaglie, continuando un'opera instancabile di lettura e rivisitazione della tradizione.

Particolarmente sensibile ai problemi della ceramica e della cultura grottagliese tradizionale, Domenico Pinto compie enormi sforzi per il rinnovo e la rivisitazione delle forme e dei decori popolari, attingendo non solo alle sue tecniche, ai suoi valori e alla sua simbologia, sintetizzando e armonizzando la tradizione locale con la ricerca e l’innovazione.

Incontrare "Mimmo" nel suo laboratorio, una straordinaria grotta ipogea scavata a mano nel 1200, incastonata nelle fondamenta del Castello di Grottaglie, è stato un vero privilegio. Mi chiamò, senza conoscermi personalmente, per inaugurare la sua mostra "Le Donne di Federico": le tante mogli di Federico II di Svevia, da Costanza d’Aragona a Isabella d’Inghilterra, la madre Costanza d’Altavilla, e poi le sue amanti, numerose come i falchi nel cielo.

Domenico Pinto ha la capacità - direi la magia - di utilizzare le sue mani per riportare persino gli oggetti di uso comune in una dimensione mitica, modellandoli sapientemente e trasformandoli in emozioni, sentimenti, passioni, affetti teneri e tragici al tempo stesso, radicati nella normale quotidiana carnalità e anelanti verso una dimensione spirituale infinita.

Guardando e toccando gli oggetti creati da Domenico Pinto, si sperimenta il piacere che può dare la ricerca di nuove forme e nuove applicazioni, quando nascono da una autentica e tenace volontà creativa, capace di mettersi in gioco sino in fondo su un tema, inventando storie che diventano materia artistica”.

 

Il Maestro non si è limitato a rappresentare l’universo muliebre da cui fu circondato lo “Stupor Mundi”, ma ha realizzato anche le raffigurazioni di altri personaggi che gli vissero accanto, come Manfredi di Sicilia e Pier Delle Vigne: per un totale di ventidue statue in terracotta ingobbiata e invetriata con lustri e oro zecchino.

E poi ancora simboli (come la luna, la civetta, le colombe, i fiori, il sole...), ripresi da fiabesche suggestioni di folklore pugliese e dall’iconografia locale, che aprono le diverse porte della nostra più nascosta sensibilità, quasi come se ognuno di noi potesse diventare poeta. Attraverso i suoi segni riusciamo a rileggere le nostre gioie e le nostre angosce, perché dietro ogni opera traspare la nostra quotidianità nel suo essere eccezionale, unica e irripetibile.

Storie di grandi donne, grandi uomini e un grande Maestro, in un meraviglioso angolo nascosto di Puglia.


Il Quartiere delle Ceramiche di Grottaglie: un focolare di economia della bellezza!

 

Grottaglie, in provincia di Taranto, è il principale centro di produzione ceramica in Puglia.

Nel cuore di questa caratteristica cittadina, lungo la gravina San Giorgio, si è formato nei secoli un intero quartiere di esperti ceramisti i quali, ricavando laboratori e forni di cottura nella roccia di ambienti ipogei utilizzati in passato anche come frantoi, hanno saputo sviluppare una fiorente attività artigianale oggi riconosciuta ed apprezzata in tutto il mondo.

Due i principali prodotti della tradizione figulina grottagliese: i “Bianchi di Grottaglie”, manifattura artistica propria di un certo tipo di produzione elitaria caratterizzata dall’esaltazione della forma pura attraverso l’utilizzo dello smalto bianco stannifero, e la più caratteristica ceramica rustica e popolare, caratterizzata da una tavolozza cromatica costituita dal verde marcio, giallo ocra, blu e manganese. Appartengono a questa produzione i famosi capasoni (da capase, cioè capace), contenitori di notevoli dimensioni foggiati in sezioni distinte e successivamente congiunti e destinati prevalentemente a contenere il vino.

Ad oggi Grottaglie, con le sue numerose botteghe di ceramisti, è l’unico centro ceramico pugliese protetto dal marchio D.O.C., inserito nel ristretto elenco delle 28 Città della Ceramica italiana.

Tra gli eventi di particolare interesse legati alla valorizzazione di questo prodotto artigianale si segnalano la Mostra della Ceramica (agosto) e la Mostra del Presepe (dicembre), oltre alla prestigiosa esposizione permanente allestita presso il Museo della Ceramica nelle sale del Castello Episcopio, ubicato sulla sommità del Quartiere.

fmc
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