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Secondo Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, Peppe Zullo è un “cuoco-contadino che ha saputo restituire alla sua terra l’orgoglio che merita”. Per Oscar Farinetti, ideatore di Eataly, è uno dei migliori ambasciatori dell’eccellenza pugliese nel mondo.

Sono moltissimi i testimoni del percorso intrapreso in 30 anni da questo straordinario interprete della cucina italiana. Lo studio e la cura su qualità e tracciabilità delle materie prime, insieme alla riscoperta dei valori più autentici della tradizione mediterranea e alla proposta di cibo come elemento di felicità, sono gli elementi di una strada maestra con cui Peppe continua a produrre sogni e realtà.

La sua filosofia è riassunta nel claim che lui stesso ha coniato: "Simple Food for Intelligent People". Il cibo è natura e cultura. La terra, il rispetto della stagionalità e la cura di ciò che è capace di produrre, sono il lievito naturale di una filosofia senza tempo. “Dalla terra alla tavola” non può essere soltanto un messaggio, ma un’idea da applicare concretamente, attraverso processi produttivi tracciabili, trasparenti, orientati verso un unico obiettivo: la valorizzazione di prodotti di qualità che coniugano gusto, salute e autenticità.

Un panorama del paesaggio dei Monti Dauni, sull'Appennino tra Puglia, Molise e Campania.


"Il cibo del futuro è nutrirsi di semplicità...”

Peppe è stato lontano. Per un lungo periodo si è allontanato dalla sua terra, migrando dal Messico agli Stati Uniti, prima di decidere di tornare. Qui, nella sua Orsara di Puglia, uno dei borghi più belli di questo tratto di Appennino denominato "Monti Dauni", a cavallo tra Puglia, Molise e Campania. Una storia straordinaria, la sua, che non ti stancheresti mai di ascoltare. Soprattutto se ti trovi ospite della sua "Cantina del Paradiso": mai nome avrebbe potuto essere più azzeccato...

Sì, perché L’azienda agricola ha un’estensione complessiva di 180.000 mq: una tenuta ampia, verde e armoniosa dove trovano spazio 22.000 mq di orto, 35.000 mq di vigneto, 20.000 mq di bosco, in cui albergano alberi da frutta, funghi, erbe spontanee e officinali. E poi strutture dedicate all’allevamento e un caseificio. Il "Ristorante nell’Orto", punta di orgoglio di Peppe, è stato inaugurato nel 2012, estensione a cielo aperto del più tradizionale già attivo da oltre 20 anni.

Ma le emozioni più intense si provano nella "Cantina del Paradiso": è la casa ipogea del vino, ideata per riprodurre l’atmosfera e i sentieri di un borgo. Al suo interno, si susseguono archi in pietra, pareti di roccia affrescate, stanze pensate come piccole piazze. Vi riposano le botti di legno che contengono l’Aliuva e l’Ursaria, i due vini a Identificazione Geografica Protetta prodotti dall’azienda agricola di Peppe Zullo.
Progettata dall’architetto Nicola Tramonte con la collaborazione dell’artista Leon Marino, è stata premiata alla Biennale d’Architettura di Venezia come “Cattedrale del Vino”: uno spazio ideato per accogliere, condividere il pane, preservare il bene prezioso custodito nelle botti e saggiarne il gusto quando è tempo di stare insieme...

 

L’Azienda Agricola è una delle 20 strutture italiane ad aver ottenuto il riconoscimento di “Fabbrica del Paesaggio”, concorso ideato dalla Federazione Italiana dei Club e Centri Unesco, “per aver mirabilmente costruito, con Villa Jamele, un’azienda a bassissimo impatto ambientale, senza mai tralasciare l’obiettivo di proporre un’alimentazione all’insegna della genuinità con prodotti della filiera enogastronomica a km zero”.

La tenuta di Villa Jamele si caratterizza per un mix armonico di tradizione e innovazione: un perfetto ritratto del suo fondatore, che ha improntato la ristrutturazione dello stabile ottocentesco alla sostenibilità. Il sistema fotovoltaico si sposa perfettamente con l’attenzione all’ambiente che caratterizza il ristorante, specializzato nella produzione di prodotti biologici e tradizionali, senza dimentica il sistema di pannelli solari termici che soddisfa il 60% del fabbisogno annuo di acqua calda e il recupero delle acque piovane, oltre alla filosofia del “Km zero” adottata da Peppe.

E poi, ancora, che altro dire? Che i Monti Dauni sono un luogo straordinario? Lo potrete scoprire solo vivendoli. Preferisco dirvi che Peppe Zullo è un ospite davvero eccezionale, un cuoco sorprendente, un filosofo, un precursore, un innovatore, ma anche un grande anfitrione e un ottimo compagno di tavola.
Peppe è un libro. Non certo solo di cucina.

Peppe Zullo, il cuoco contadino, e le sue miracolose erbe spontanee

Ospite della Cantina del Paradiso. Non servono altre parole...


 

A proposito dei Monti Dauni... impossibile non raccontare qualcosa. Vi ho trascorso alcuni anni, per conoscere il territorio e proporlo a Regione Puglia e Ministero dei Beni e delle Attività Culturali come destinazione di un "Progetto di Eccellenza Turistica" e come "Area interna". Posso assicurare che rappresentano “la Puglia che non ti aspetti”, perché lontana dagli stereotipi, perché sempre in grado di sorprendere con paesaggi diversi e scoperta dell’inusitato. Qui il concetto di “cittadinanza temporanea” diventa espressione genuina, prima ancora che modello economico: un ambiente incontaminato, un paesaggio non ferocemente antropizzato, caratterizzato da ritmi lenti, da usanze antiche, da gesti rituali, da devozione autentica, da spiritualità inarrivabile, da silenzi ininterrotti, da genuinità e qualità delle produzioni.

L'intero comprensorio, in pochi anni, è passato dalla depressione del mancato sviluppo all’esaltazione dell’autenticità, passando per la green economy e la qualità dei prodotti della terra, arrivando per questa via a proporsi come una grande “spa” a cielo aperto, in grado di generare benessere per la popolazione stabilmente residente e per quella temporanea, desiderosa di fare esperienze importanti, di ritrovare se stessa nel relax di un ambiente montano, sulle sponde di un fiume o di un lago, oppure attraverso la profonda spiritualità che s’incontra lungo i tratturi e le antiche vie di fede che lo attraversano.

fmc
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