Adriano Olivetti

fmc
13 Luglio 2017
Alain Caillé
Alain Caillé
16 Luglio 2017
“Abbiamo portato in tutti i villaggi le nostre armi segrete: i libri, i corsi, le opere dell’ingegno e dell’arte. Noi crediamo nella virtù rivoluzionaria della cultura che dona all’uomo il suo vero potere”.

Adriano Olivetti

Le "Piccole Patrie" di Adriano Olivetti


Con queste parole, Adriano Olivetti riassumeva la necessità di esprimere fiducia nelle possibilità umane e nel dialogo sempre vivo tra tecnica e cultura.

Superando tutte le critiche, le sue "piccole patrie" - ora imputate di essere troppo di destra, ora di presentare uno stampo marxista, poi ancora di fomentare il separatismo, non da ultimo di peccare di eccessivo comunitarismo cattolico - rimangono per noi un modello assoluto.

Il pensiero di Adriano Olivetti e la sua cultura di impresa disegnano infatti un’azione "comunitaria" che precede di molto il "convivialismo": dalla sua terra, nel Canavese, attraverso una complessa esperienza imprenditoriale, politica, urbanistica e sociale, Adriano propone un ridisegno dello Stato nutrito da un profondo rispetto per le persone e per i loro territori: le "piccole patrie" volevano essere contributi locali ad un movimento che tende a unire, a collaborare ed a costruire.

Adriano Olivetti si è sempre chiesto se esiste un modo per creare delle Comunità concrete, né troppo grandi, né troppo piccole che potessero conferire un indispensabile ordinamento all’efficienza, al rispetto della personalità umana, alla cultura e all’arte. Per decidere, sovvenzionare, attuare un lavoro relativamente semplice come quello di costruire un ospedale o aprire nuovi corsi professionali nelle scuole, finanziare una cooperativa, bisogna ricorrere a Roma, cercare avvocati, difensori, mediatori, onorevoli, senatori, ministri, insistere, correre da un ufficio a un altro: quanto più semplice sarebbe per i cittadini se la costruzione di acquedotti, ospedali, ambulatori, biblioteche, asili, scuole bonifiche e case, fosse decisa, finanziata e attuata a livello locale?

Per Adriano il disegno era chiaro: lui vedeva queste piccole patrie come spazi dell’uomo, come realtà molecolari che lavorano per il raggiungimento di una nuova democrazia. E noi, dopo decenni, ancora le vediamo con lui.