Alex Langer

fmc
21 Luglio 2017
Arne Naess
Arne Naess
29 Luglio 2017
Alain Caillé
Alain Caillé
16 Luglio 2017
“In una società dove tutto è diventato merce, e dove chi ha soldi può comperare e stare meglio, occorre la riabilitazione del «gratuito», di ciò che si può usare ma non comperare”.

Alex Langer

Lentius, profundius, suavius


Il motto dei moderni giochi olimpici è diventato legge suprema e universale di una civiltà in espansione illimitata: "citius, altius, fortius", più veloci, più alti, più forti, si deve produrre, consumare, spostarsi, istruirsi... competere. La corsa al segno "più" trionfa senza pudore: il modello della gara è diventato la matrice riconosciuta ed enfatizzata di uno stile di vita che sembra irreversibile e incontenibile.
Superare i limiti, allargare i confini, spingere in avanti la crescita ha caratterizzato in misura massiccia il tempo del progresso dominato da una legge dell'utilità definita "economia" e da una legge della scienza definita "tecnologia".

Il motto olimpico "più veloce, più alto, più forte" rappresenta meglio di ogni altra sintesi la quintessenza dello spirito della nostra civiltà, dove l’agonismo e la competizione non sono la mobilitazione sportiva di occasioni di festa, bensì la norma quotidiana e pervadente. Se non si radica una concezione alternativa, che potremmo forse sintetizzare, al contrario, in “lentius, profundius, suavius”, più lento, più profondo, più dolce, e se non si cerca in quella prospettiva il nuovo benessere, nessun singolo provvedimento, per quanto razionale, sarà al riparo dall’essere ostinatamente osteggiato, eluso o semplicemente disatteso.
Bisogna dunque riscoprire e praticare dei limiti: rallentare (i ritmi di crescita e di sfruttamento), abbassare (i tassi di inquinamento, di produzione, di consumo), attenuare (la nostra pressione verso la biosfera, ogni forma di violenza). Una vera de-crescita, forse difficile da accettare, da fare e persino da dire.

Alexander Langer è stato l'ideatore della "Fiera delle Utopie Concrete" che continua a svolgersi ogni anno a Città di Castello, presentando esperienze e soluzioni di conversione ecologica dell'economia e della società attraverso iniziative permanenti e periodiche.

La distruzione di equilibri ambientali, sociali e umani nei paesi poveri non riguarda solo i popoli del Sud del pianeta. Come un boomerang comincia ormai a ripercuotersi sui paesi dell’abbondanza. L’emergenza ecologica, oltre che acuire la povertà e la fame, scavalca rapidamente i confini tra Nord e Sud, tra Est e Ovest, tra ricchi e poveri”, scriveva Langer nel 1988. “Riconoscersi comuni debitori della biosfera, invece che controparti di un iniquo debito/credito finanziario, e affrontare insieme il risanamento del nostro comune debito con la natura non è più questione umanitaria, ma di comune sopravvivenza”, spiegava con grande lucidità.