Arne Naess

fmc
29 Luglio 2017
Carlo Petrini
Carlo Petrini
28 Luglio 2017
Alex Langer
Alex Langer
21 Luglio 2017
“Se colleghiamo le correnti antichissime di minoranze religiose e filosofiche dell’Europa occidentale, del Nordamerica e dell’Oriente, scopriamo una ecologia profonda, che può essere considerata come la saggezza che conserva il ricordo di ciò che gli uomini sapevano un tempo ed hanno dimenticato”.

Arne Naess

La proposta di piattaforma per l'ecologia profonda


L’Ecologia Profonda (o Ecosofia) è un movimento filosofico e di pensiero, una visione del mondo che richiede un profondo rispetto per tutti gli esseri senzienti, per gli ecosistemi e per tutte le relazioni che li collegano fra loro.

Il fondatore del movimento è stato il filosofo norvegese Arne Naess, fissando alcune caratteristiche generali:

  • Una visione sistemica del mondo, il riconoscimento della sacralità della Terra e della Vita e del diritto ad una vita degna per ogni essere senziente;
  • La necessità di non spezzettare l’universale, di considerare l’aspetto sistemico globale e di evitare di cadere nei dualismi tipo mente-materia, Dio-il mondo, uomo natura e simili; l’idea che l’intero è più della somma delle sue parti.
  • Vede l’ecologia come il sentimento profondo che ci dice che tutto è collegato, che non possiamo danneggiare una parte senza danneggiare il tutto, che facciamo parte di un unico Organismo (l’Ecosistema, o la Terra) insieme a tutti gli altri esseri viventi: il primo valore è il benessere dell’Ecosistema, da cui consegue anche quello dei componenti, e quindi il nostro.

Gli 8 principi basilari che costituiscono la cosiddetta "proposta di piattaforma per l'ecologia profonda", ancora oggi irrinunciabile base di partenza di ogni ecosofia:

1. Il benessere e la prosperità della vita umana e non umana sulla Terra hanno valore intrinseco, indipendente dall’utilità che il mondo naturale può avere per l’uomo;
2. La ricchezza e la diversità delle forme di vita contribuiscono alla realizzazione di questi valori, e sono inoltre valori in sé;
3. Gli uomini non hanno alcun diritto di impoverire questa ricchezza e diversità a meno che non debbano soddisfare esigenze vitali;
4. La prosperità della vita e delle culture umane è compatibile con una sostanziale diminuzione della popolazione umana: la prosperità della vita non umana esige tale diminuzione;
5. L’attuale interferenza dell’uomo nel mondo non umano è eccessiva e la situazione sta peggiorando progressivamente;
6. Di conseguenza le scelte collettive devono essere cambiate. Queste scelte influenzano le strutture ideologiche, tecnologiche ed economiche fondamentali. Lo stato delle cose che ne risulterà sarà profondamente diverso da quello attuale;
7. Il mutamento ideologico consiste principalmente nell’apprezzamento della qualità della vita come valore intrinseco, piuttosto che nell’adesione a un tenore di vita sempre più alto. Dovrà essere chiara la differenza tra ciò che è grande qualitativamente e ciò che lo è quantitativamente;
8. Chi condivide i punti precedenti è obbligato, direttamente o indirettamente, a tentare di attuare i cambiamenti necessari.

Da questo approccio, può scaturire un nuovo set di indicatori per le destinazioni turistiche:

  • dalla misurazione del profitto a quella dei benefici attesi e percepiti;
  • dalla centralità dei prodotti e dei consumi alla centralità delle persone;
  • dalla costruzione delle destinazioni alla conoscenza dei luoghi;
  • dalle politiche di prezzo alle politiche di valore;
  • dalla promozione propagandistica alla ricerca delle motivazioni di viaggio;
  • dallo sfruttamento alla protezione.

Trovano così centralità nella identificazione di quei fattori finora considerati “intangibili” o “inusuali”: il benessere, la felicità, la bellezza, il paesaggio, l’autenticità, l’incontro, la socialità, la condivisione, la convivialità, il piacere, il tempo, le stagioni, la lentezza e… “tutto ciò che gli uomini sapevano un tempo e hanno dimenticato”.
Un approccio teorico, che trova i suoi fondamenti scientifici nell'ecologia e nella dinamica dei sistemi, ma già pronto per innestarsi su politiche territoriali di sviluppo di Sistemi Produttivi Culturali, Parchi Culturali Ecclesiali e altre simili aggregazioni di scopo.