L’Italia, il paese dell’economia circolare

L’economia circolare non è più solo una moda di cui parlare nei salotti buoni ma in Italia è un fatto. Ora è necessario iniziare a comunicarlo.

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Siamo i più virtuosi in Europa. ma non sfruttiamo l’occasione di comunicarlo” spiega Alessandro Paciello, presidente di Aida Partners, socio promotore di Symbola – Fondazione per Le Qualità Italiane e di Italia Circolare

Nasce il progetto Italia Circolare

Siamo il Paese più virtuoso in Europa nell’economia circolare, ma pochi lo sanno. Perdiamo così una grande opportunità di usare al meglio e in modo consapevole una leadership che – in un’economia mondiale che si sta dirigendo, obbligatoriamente e velocemente, verso il cambiamento di paradigma – ha un valore inestimabile” spiega Alessandro Paciello, presidente di Aida Partnerssocio promotore di Symbola – Fondazione per Le Qualità Italiane e di Italia Circolare, progetto che racconta la cultura e le esperienze circolari nel Bel Paese.

L’approccio a 360° di Sarah Kaplan

Secondo il rapporto 2019 della Fondazione “L’Italia in 10 selfie”, il nostro Paese, con il suo 18,5% di materia seconda sui consumi totali di materia, che si traduce in un risparmio pari a 21 milioni di tonnellate di petrolio e 58 milioni di tonnellate di CO2, è leader tra i grandi Paesi europei.

Siamo anche leader europei per dematerializzazione dell’economia – continua Paciello – Infatti, per ogni chilo di risorsa consumata generiamo 4 euro di Pil, contro una media Ue di 2,24 euro”. Sempre primi (76,9%) anche per la percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti: più del doppio della media Ue (36%).

E il percorso continua, sono sempre di più (anche se ancora non numerosissime) le imprese che intraprendono un discorso di circolarità, da chi ha iniziato in tempi non sospetti, come il Gruppo Fileni, azienda marchigiana leader in Italia nell’allevamento e produzione del pollo biologico, che opera valorizzando tutte le risorse ambientali utilizzate nel ciclo produttivo in un’ottica di economia circolare, a chi, sollecitato anche dall’allarme plastica, sta muovendo i primi passi. Infatti, da poco è nata RiVending, un’iniziativa che si propone di realizzare un ciclo virtuoso di recupero e riciclo di bicchieri e palette in plastica (parliamo di cifre tra il 20 e il 25% dei 5 miliardi di bicchierini da caffè che ogni anno si consumano dalla distribuzione automatica in Italia).

L’iniziativa, promossa da Confida e UnionPlast cui hanno già aderito aziende come illiria, società friulana leader in Italia nel settore della distribuzione automatica di alimenti e bevande, Eni e Barilla, è il primo esempio di “ciclo-chiuso” in cui la plastica da problema diventa risorsa, all’interno di un processo integrato virtuoso di recupero e produzione a “rifiuti zero”, in cui gli elementi plastici vengono reimmessi sul mercato. 

Tempo e risorse: il modello Olivetti

Economia circolare

Anche la distribuzione sta facendo i suoi passi, tra le iniziative più recenti quella di Esselunga che ha inaugurato a Brescia la prima area ecologica con l’eco-compattatore di bottiglie in plastica PET. Quest’ultimo rilascia al cliente un buono spesa di 0,10 euro ogni dieci bottiglie inserite. Il PET riciclato sarà poi inserito nel circuito di lavorazione delle bottiglie di bevande a marchio Esselunga, andando così a rappresentare un perfetto esempio di economia circolare.

Buone pratiche che fanno bene al pianeta e all’economia, con l’augurio che l’anno che verrà veda il loro moltiplicarsi.

[Contributo di Cristina Lazzati, direttore Markup e Gdoweek]

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