Nuova legge sul libro. Ma in Italia aumentano gli ignoranti

Approvata anche alla Camera diventa legge la proposta di riforma delle librerie. Saprà rispondere alle esigenze di un popolo di santi, poeti e navigatori diventato il più ignorante d'Europa?

Il tempo stimato per la lettura di questo articolo è 6 minuti

L’ignoranza, si sa, è “una brutta bestia”. E non è necessariamente una questione di titoli di studio ma di mancanza di conoscenza delle cose del mondo: siamo i più ignoranti d’Europa e i dodicesimi più ignoranti del mondo (dati IPSOS Mori).

I dati corrispondono alle indagini nazionali Istat sulla produzione e la lettura di libri in Italia. Dati che mostrano che in Italia si legge poco: nel Bel Paese manca una vera e propria cultura della lettura, un avviamento che sin dalle scuole mostri in che modo approcciarsi ad un libro e l’utilità di questo strano strumento di carta. Dati che mostrano la sofferenza di un intero settore e – soprattutto – delle piccole case editrici.

Il “misperceptions index

ignoranza

Popolazione, immigrati, lavoro, criminalità, salute. Quanto ne sanno gli italiani di questi temi? Molto poco. Secondo il “Misperceptions Index“, l’indice che valuta la distanza tra la percezione delle persone e la realtà dei fatti.

Dall’analisi delle risposte di uno studio realizzato da Bobby Duffy, direttore della sezione inglese di Ipsos su un campione di oltre 50 mila interviste realizzate dall’istituto di ricerca in 13 Paesi negli ultimi cinque anni – pubblicati nel libro “The Perils of Perception – Why We’re Wrong About Nearly Everything” – l’Italia risulta al vertice della classifica, seguita dagli Stati Uniti.
Gli italiani non sono in grado di valutare correttamente la realtà, tendendo a sovrastimare fenomeni come livello di immigrazione, tassi di criminalità, tassi di disoccupazione, gioco d’azzardo, livelli di obesità.

Nel senso letterale del termine, l’ignoranza è la non conoscenza delle cose del mondo. Quindi possiamo dire di essere più assenti a noi stessi dei francesi, dei sudcoreani, dei polacchi, dei cinesi, dei serbi e persino degli ungheresi, che nonostante si tengano stretto uno come Orban a quanto pare sono più lucidi di noi.
Eppure, nell’era della “post verità”, scoprire la propria ignoranza sui fenomeni che ci circondano è uno strumento prezioso per affrontare il mondo sulla base di dati di realtà.

A sentire gli esperti, la ragione principale di tali sconfortanti statistiche non è soltanto il basso livello culturale della popolazione ma la mancanza di efficaci politiche scolastiche di educazione alla lettura.

La nuova legge e i cambiamenti di vita nelle librerie

libreria

Ed ecco allora approdare alla Camera dei Deputati una proposta di legge sulla promozione e il sostegno alla lettura, già presentata al Senato nel luglio 2019 e passato dopo un lunghissimo esame. Ora che la proposta è diventata legge, comporterà numerosi cambiamenti nelle librerie:

  • Limite agli sconti: gli sconti passeranno da un tetto massimo del 15% ad un tetto massimo del 5%, sia per le librerie fisiche per gli ecommerce. Le librerie possono organizzare, una volta l’anno, sconti fino ad un massimo di 15%, mentre per gli editori lo sconto massimo che potranno stabilire sulle proprie collane sarà non più del 25%, ma del 20%;
  • Iniziative commerciali vietate: si è stabilito di abolire proposte commerciali che abbiano uno sconto superiore al 5% anche nel caso in cui prevedano buoni spesa per il successivo acquisto di libri;
  • Carta della cultura: viene introdotta una carta di spesa, con un tetto massimo di 100€ per i nuclei familiari svantaggiati, per permettere ai componenti della famiglia di acquistare libri, anche in formato digitale;
  • Patti locali per la lettura: per incentivare la lettura si organizzeranno iniziative per aumentare i lettori nelle varie aree di riferimento;
  • Capitale italiana del libro: ogni anno, a partire dal 2020, verrà designata una capitale del libro, ossia una città che verrà selezionata dal consiglio dei ministri in base ai progetti presentati;
  • Sviluppo e sostegno delle biblioteche scolastiche: si è stanziato un milione di euro per finanziare la formazione del personale scolastico impegnato nella gestione delle biblioteche scolastiche. Le scuole verranno selezionate, attraverso un apposito bando, e svolgeranno la funzione di rete tra vari istituti per favorire la lettura;
  • Albo delle librerie di qualità: l’iscrizione sarà riservata alle librerie che vendono al dettaglio in locali accessibili al pubblico e che offrono un servizio innovativo;
  • Tax credit librerie: viene aumentato di 3 milioni e 250mila euro il credito di imposta di cui possono usufruire le attività commerciali che operano nel settore dei libri.

Un mare di polemiche

libreria

La proposta ha da subito sollevato moltissime polemiche e molti editori si sono detti contrari, in particolare per la parte che prevede la revisione della Legge Levi del 2011 che regola gli sconti in libreria. Per l’Associazione Italiana Editori la preoccupazione in merito a questa legge è molto forte perché, in un contesto di mercato non semplice in cui crescono le vendite online e calano quelle nelle librerie fisiche, limitare gli sconti vuole automaticamente dire far calare ancora di più le vendite.

La soddisfazione da parte della politica è invece immediata e unanime, al di là dei colori politici: l’ex ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli si è detto molto contento della votazione e ha affermato che il nostro paese ha estrema necessità di una “legge per incentivare la lettura”, ma anche l’attuale ministro Dario Franceschini si è detto soddisfatto per le novità introdotte.
Di fatto, però, cresce sostanzialmente il numero di chi definisce la norma una “legge beffa”, perché disincentiva la lettura, anche quella digitale, che non protegge le piccole librerie, le case editrici e soprattutto i lettori. 

Bisognerà attendere i dati di vendita futura e gli effetti sui programmi scolastici ma nel frattempo è fuor di dubbio che a guadagnarci con il tetto agli sconti saranno soltanto i distributori, ossia quelli che già guadagnano il 60% del prezzo di un libro.

La domanda è: gli effetti di questa legge consentiranno agli italiani di sottrarsi alla vetta della classifica dei popoli ignoranti e meno capaci di interpretare la realtà?

la valutazione della redazione
le valutazioni dei lettori
[totale: media: ]

Prima & dopo

Più di tre quarti dei musei non fa più di 10 mila visitatori all’anno

L’ultimo rapporto nazionale di Istat, nel capitolo riguardante i musei, fa un’affermazione piuttosto secca: "Diversamente dalle biblioteche, i musei italiani, pur...

Le «inutili» lauree umanistiche danno sempre più lavoro

Il valore aggiunto delle lauree umanistiche è l'assenza di una traiettoria univoca tra studi e lavoro. Anche le industrie del digitale...

Un viaggio di scoperta

Potrebbero interessarti

Turismo post Covid: il Bel Paese riparte dalle sue «piccole patrie»

L'intuizione di Adriano Olivetti resiste al tempo e ci aiuta a individuare delle traiettorie per il futuro anche in questo tempo...

Il turismo post Covid-19? Con un calice di vino in mano

Di prossimità, sostenibile, all'aria aperta, accessibile economicamente: l’enoturismo ha tutte le caratteristiche per essere uno dei motori della ripartenza.

Piccoli giganti: le isole minori italiane

47 isole sparse in 7 regioni, 36 comuni, 140 mila abitanti, 20 milioni presenze durante la stagione turistica. Questi i numeri...