La bellezza del biellese, firmata Ermenegildo Zegna

Ornella D'Alessio racconta la visione straordinaria di Ermenegildo Zegna, proseguita da figli e nipoti, che ha disegnato non soltanto i tessuti migliori del mondo ma un intero territorio - il biellese - per offrire bellezza e qualità alle comunità locali.

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Ermenegildo Zegna è stato un vero precursore in molti campi e da subito aveva capito che il rapporto con il territorio e il benessere delle comunità locali, era la base per arrivare alla qualità assoluta a cui ambiva.

Scoprire il biellese con occhi innamorati

Biellese

Le sorti di un territorio di mezza montagna, come Biella e i suoi dintorni, che nella poesia Piemonte Giosuè Carducci descriveva così: “Tra il monte e il verdeggiar de’ piani, lieta guardante l’ubere convalle, ch’armi ed aratri e a l’opera fumanti camini ostenta“, sono strettamente legate alla lungimiranza di un suo cittadino.
Certo il biellese è il Ratafià di Andorno del Liquorifio Rapa, il liquore di ciliegie nere, è la macelleria storica Mosca 1916 di Biella, è il borgo di Masserano, i torcetti al burro della Serra della Pasticceria Massera, ma è anche la famiglia Zegna. Sapere quello che sta dietro questa strada panoramica da Trivero a Rosazza, nata per valorizzare la bellezza del territorio, può aiutare a capire e ad apprezzare, il percorso sicuramente assume un valore diverso.

In molte casa del biellese già nel XIX c’era un telaio per la produzione di tessuti per uso familiare o per la piccola rivendita. Ermenegildo Zegna, penultimo di dieci figli dell’orologiaio di Trivero, è stato il primo a portare la qualità di questi tessuti ai massimi livelli, al punto di essere tutt’ora tra le più celebri aziende di qualità del mondo.
Nel 1910 fonda un piccolo lanificio con 4 telai che in pochi anni si distingue per la qualità ma soprattutto per l’intraprendenza di Ermenegildo che convince molti sarti dell’epoca a usare i loro tessuti. Lui aveva una visione i suoi tessuti dovevano essere i migliori al mondo, in competizione con quelli inglesi già affermati.

Precursore del bello, pulito e giusto

Tra la prima e la seconda Guerra Mondiale inizia a costruire opere sociali per il benessere dei dipendenti e per la popolazione di Trivero come la piscina, l’ospedale, la biblioteca, l’asilo, il cinema e la sala da ballo. Sempre in questo periodo inizia a pensare a una strada panoramica, la prima costruita senza fini militari o scopi industriali.
Per suo volere, un sentiero che conduceva agli alpeggi viene trasformato in una strada panoramica e intorno fa costruire qualche albergo, punti di ristoro, un rifugio e qualche casa. Coinvolge Ettore Olivero Pistoletto, padre di Michelangelo Pistoletto, perché dipinga le varie fasi di costruzione della panoramica, le tele sono visibili fino a ottobre nella mostra “Padre e figlio” a casa Zegna, prima abitazione dei figli di Ermenegildo, ora spazio per installazioni temporanee e permanenti a Trivero.

In parallelo interviene sulla montagna con un’opera di bonifica e di consolidamento senza precedenti: la piantumazione di 500mila conifere e diverse centinaia di rododendri. “Il suo pensiero era che nel bello la sua gente sarebbe vissuta meglio – racconta la nipote Anna Zegnae quindi avrebbe anche prodotto bellezza e qualità”.

Poi, tra il Cinquanta e il Sessanta, fa costruire anche una piccola stazione sciistica con 15 chilometri di piste, tutt’ora in uso.
In quegli stessi anni chiama il celeberrimo Pietro Porcinai, tra i più grandi paesaggisti italiani – padre del concetto di giardino non solo come abbellimento estetico ma come luogo da vivere e godere nel rispetto dei principi base dell’ecologia – e gli chiede di adornare i primi chilometri della strada Panoramica e di intervenire nella Conca dei Rododendri. Porcinai amplia il numero di piante di rododendro e di altre specie, trasformando e generando bellezza sia lungo la strada sia nel giardino aziendale, utilizzato con orgoglio dai figli di Ermenegildo, Angelo e Aldo (all’epoca al timone dell’azienda) per le prime sfilate.

La filantropia come tradizione di famiglia: l’Oasi Zegna

Oasi Zegna

La filantropia in questa famiglia pare sia genetica, i figli continuano nel solco del padre, consolidando i successi e, nel 1967, introducono la Confezione. Adesso è stata ereditata anche dai nipoti che continuano a produrre sempre a Trivero.

Oggi gli Zegna, molto legati al territorio, proseguono il pensiero verde del nonno di valorizzazione e salvaguardia territoriale del nonno al punto che nel 1993 nasce l’Oasi Zegna: diecimila ettari ad accesso libero tra aree protette, rifugi, alpeggi oltre a qualche insediamento umano.
Il nuovo impegno è verso la ripresa delle vecchie tradizioni: c’è un ritorno dei giovani ai vecchi mestieri come le micro produzioni alimentari e la pastorizia, il tutto per la salvaguardia ecosostenibile della montagna.

[Contributo di Ornella D’Alessio, pubblicato dal Corriere Motori]

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