Gli artisti: riaprire gli spazi culturali per sostenere l’economia della bellezza

La FED.IT.ART. (Federazione Italiana Artisti) si rivolge al presidente Mattarella: riconoscere il ruolo di pubblica utilità esercitato da teatri, cinema, musei luoghi di aggregazione e formazione artistica, anche per la ripresa economica.

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La Federazione Italiana Artisti lancia un appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per segnalare la situazione del mondo della cultura e dello spettacolo dal vivo che, considerate le disposizioni governative e scientifiche, emanate per difendere in primis la salute degli italiani, sarà l’ultimo a riavviare le proprie attività.

Oltre la paura, l’economia della bellezza

Musei chiusi

I settori della cultura e dello spettacolo possono contribuire a sostenere i cittadini oltre la paura del virus, ma anche la ripresa culturale, economica e morale del nostro Paese, a condizione che possa essere riconosciuto il ruolo di pubblica utilità esercitato da teatri, cinema, musei luoghi di aggregazione e formazione artistica: sono queste attività a produrre – grazie a quella che viene definita economia della bellezza una quota importante del PIL (6,1%), generando occupazione qualificata per oltre un milione e mezzo di addetti.

All’appello hanno aderito oltre 500 firmatari, tra cui: Fabrizio Bentivoglio, Massimo Wertmuller, Enrico Montesano, Gianni Clementi, Alessandro Chiti, Vanessa Gravina, Edoardo Siravo, Isabel Russinova, Franco Oppini, Antonello Fassari e tanti altri attrici, attori, registi e teatri italiani (Vittoria, Porta Portese, Trastevere, Vascello, etc.).

Il testo integrale della lettera

Stimatissimo Presidente,
ci rivolgiamo alla Sua cortese attenzione e sensibilità per segnalarLe la situazione del mondo della Cultura e dello Spettacolo dal Vivo che, considerate le disposizioni governative e scientifiche emanate per difendere in primis la salute degli italiani, sarà l’ultimo a riavviare le proprie attività. Sono proprio queste che producono – grazie a quella che viene definita economia della bellezza – un dato importante del PIL (il 6,1%) e occupano oltre un milione e mezzo di addetti che in buona parte non hanno altre opportunità di entrate.

Non è sufficiente affermare che debbono essere rispettate, come fa la stragrande maggioranza degli italiani, le regole per evitare la diffusione del virus che già tanti lutti ha provocato. Le Istituzioni debbono, con le loro sofferte decisioni, facilitare la ripresa economica e, anche, evitare la desertificazione culturale con il rischio, sempre più concreto, della chiusura di buona parte delle attività di Spettacolo dal Vivo e dei luoghi di rappresentazione che spesso sono avamposti unici nelle periferie urbane e nel territorio provinciale.

Abbiamo l’impressione che, pur in presenza di sforzi importanti da parte del Governo, non si tenga conto o non si valuti con giusta attenzione il rischio che, rimandando sine die il riavvio delle nostre attività, corre il mondo della Cultura e dello Spettacolo.

I nostri comparti possono e debbono essere i settori sui quali puntare per portare i cittadini italiani fuori dalla paura post virus e alla ripresa culturale, economica e morale del nostro Paese.

Un Paese dove possa essere riconosciuto il ruolo di pubblica utilità della Cultura (Teatri, Cinema, Musei luoghi di aggregazione e formazione artistica).

Per questo il nostro impegno da cittadini e operatori culturali è e vorrebbe continuare a essere quello di rigenerare il senso di comunità, stimolare l’esigenza di conoscenza e fruizione dell’immenso patrimonio culturale del nostro Paese, favorire opportunità economiche ed occupazionali, stimolare senso di appartenenza e comunità, di coesione, formazione, conoscenza, benessere, distensione e partecipazione sociale.

Così come dovrebbe avvenire nei prossimi giorni per Luoghi di culto e Musei, tutti gli operatori sono pronti a riavviare le loro attività nel rispetto delle regole sanitarie e comportamentali (prime fra tutte la distanza tra le persone, le mascherine e la sanificazione degli ambienti). Siamo pronti ad una riflessione che ci porti rapidamente a riorganizzare le nostre attività artistiche. Ci si dica una volta per tutte come e noi, abituati a costruire in poche ore dal nulla, saremo pronti.

È necessario, però, avere indicazioni sulla riapertura degli spazi culturali. Insieme ai Musei si riavviino le attività di Teatri, Cinema, Luoghi di aggregazione culturale e di Formazione Artistica.

LA RICHIESTA:

Teatri e cinema chiusi

Vogliamo contribuire al Neorinascimento del nostro Paese nel rispetto della nostra Costituzione che Lei rappresenta e del suo mai cosi attuale articolo 9: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
Le chiediamo di intervenire affinché vengano concretamente riconosciuti funzione e ruolo pubblico della Cultura e siano ascoltate le istanze del nostro mondo (grandi e piccoli operatori e tutti i lavoratori).
La ringraziamo per la Sua quotidiana azione di tutela e valorizzazione del nostro Paese e delle sue Istituzioni in Italia, in Europa e nel Mondo, e La salutiamo con deferenza e grande stima.

FED.IT.ART. (Federazione Italiana Artisti)

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