Otto giovani architetti progettano la spiaggia Covid-sicura

Una possibile soluzione per i gestori degli stabilimenti balneari, nel rispetto delle norme destinate a ridurre il rischio di contagio, evitando però di erigere barricate e di limitare la libertà di movimento e il benessere del soggiorno.

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#e-stateinsicurezza è la proposta di otto giovani architetti toscani per gli stabilimenti balneari che dovranno rispettare le norme anti-contagio.

Stabilimento balneare post covid

Non sarà un’estate come quelle che ricordiamo, tra amici sotto l’ombrellone, nuotate e pranzi come momenti di condivisione e convivialità: il virus ha imposto cambiamenti negli stili di vita e stravolto le abitudini quotidiane ma, inevitabilmente, finirà per modificare anche il modo di vivere la spiaggia, verso un’estate che sarà contraddistinta da regole e comportamenti anti-Covid, con effetti sul distanziamento e sulla igienizzazione di spazi e ambienti.

Per andare al mare in tutta serenità e lasciare alle spalle l’ansia da oppressione e del lockdown senza dover ricorrere a “gabbie” in plexiglass, un gruppo di otto giovani architetti toscani dell’Università di Firenze ha progettato una soluzione per aiutare i gestori degli stabilimenti balneari rispettando tre concetti chiave: sicurezza, flessibilità e sostenibilità.

Al mare in sicurezza ma senza barricate

Stabilimento balneare post covid

I giovani architetti si sono concentrati nell’individuare soluzioni per tre macro-aree degli stabilimenti balneari: ingresso, spiaggia e mare, suddivise a loro volta in compartimenti più piccoli e collegati da percorsi a senso unico.

All’ingresso si trova un’area dedicata ai servizi principali: reception, bar e la necessaria igienizzazione, sia in entrata che in uscita dallo stabilimento. In spiaggia, le file di ombrelloni sono divise da corridoi a unico senso di percorrenza, definiti da pareti di corde che delimitano ma non separano. All’interno delle file, il distanziamento viene garantito da un sistema di pallet.

La flessibilità sta nello schema modulare infatti il progetto può essere adattato a tutti gli stabilimenti balneari e il materiale a basso costo è riutilizzabile, quindi sostenibile.

Ma alla base del progetto c’è la sicurezza, nel rispetto delle norme vigenti che mirano a ridurre il rischio di contagio, evitando però di erigere barricate per assicurare il rispetto delle distanze minime e di limitare la libertà di movimento delle persone e il benessere del soggiorno.


Lo studio #E-StateInSicurezza è un progetto di Andrea Favilli di Forcoli (Pisa), Consuelo Rellini di San Venanzo (Terni), Mirco Guasti di Montemurlo (Prato) Lavinia Guicciardini Salini di Montopoli Valdarno (Pisa), Antonio Giannetti di Ponte a Egola, San Miniato (Pisa) Lucio innocenti di Rufina (Fi) Tommaso Laezza di Firenze, Caterina Ghelli di Düsseldorf ma originaria di Ponsacco.

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